La Verità: “Nell’indagine sui Renzi c’è lady Leopolda”

La Verità: “Nell’indagine sui Renzi c’è lady Leopolda”

(Giacomo Amadori per la Verità)L’inchiesta fiorentina che coinvolge Laura Bovoli e Tiziano Renzi, genitori dell’ ex premier Matteo, parte da lontano. I due imprenditori sono sospettati di essere complici del crac della Delivery service Italia, una cooperativa di Firenze fallita nell’ estate 2015 e fondata «da persone di fiducia» di Renzi senior.

Ma a evidenziare quelli che vengono ritenuti strani giri di fatture e di soldi sono stati per primi i magistrati di Cuneo i quali, sulle piste del fallimento di una piccola srl locale, la Direkta dell’ imprenditore Mirko Provenzano, hanno iniziato ad approfondire il ruolo della Eventi 6 della famiglia Renzi all’ interno di un gruppo di società destinate alla rottamazione.

La pista investigativa che è poi stata trasmessa ai colleghi di Firenze è semplice: i committenti (aziende della grande distribuzione) avrebbero pagato la Eventi 6 per far distribuire i loro volantini. La Eventi 6 subappalta l’ affare ad altre ditte. Negli interstizi di questi trasferimenti gli inquirenti trovano una montagna di fatture per operazioni che paiono inesistenti, e realizzate per giustificare uscite di denaro.

Gli investigatori a questo punto si fanno la domanda: se i pagamenti che partono per lo più dalla Toscana sono veri e le giustificazioni per quelle uscite sono false, dove finiscono davvero i soldi? La destinazione finale resta nebulosa, ma per gli inquirenti piemontesi va cercata in riva all’ Arno. Per questo hanno trasmesso gli atti alla Procura di Firenze.

Nelle carte inviate dal Piemonte in Toscana si trova anche una sostanziosa annotazione della Guardia di Finanza dedicata alla quarantatreenne fiorentina Lilian Mammoliti, titolare del 50% della Dot Media, l’ agenzia di comunicazione e marketing che si occupa dell’ organizzazione della Leopolda, l’ annuale kermesse renziana, e che ha seguìto il camper del segretario Pd nella corsa per le primarie. Tra i soci (tutti renziani) della Mammoliti nella Dot media c’ è anche Alessandro Conticini (indagato per appropriazione indebita dalla Procura di Firenze), fratello di Andrea, il genero dei coniugi Renzi.

La Mammoliti nel febbraio 2013 viene assunta dalla Kopy 3 (di proprietà di Erika Conterno, compagna di Provenzano) come «impiegata addetta alla contabilità generale». Il 14 agosto 2014 si dimette. In quell’ anno e mezzo, le sarebbe stata affidata la contabilità sia della Kopy 3 che della dissestata Direkta (che chiude i battenti nel maggio 2014).

La «scusa» ufficiale dell’ intervento della Mammoliti era che la Kopy 3 aveva preso in affitto due rami d’ azienda e cioè due testate giornalistiche (Il Reporter e Toscana e Chianti News) dall’ ex marito della Mammoliti, Patrizio Donnini, altro personaggio legato alla famiglia Renzi e oggi membro dello staff del ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

I militari quantificano in 3.000 le mail che Mammoliti e Conterno si scambiano tra febbraio 2013 e marzo 2015, «per la maggior parte» relative alla «gestione contabile dell’ attivo e del passivo della Direkta srl e della Kopy 3 e, di riflesso, della cooperative alle stesse collegabili».

Per le Fiamme gialle «di particolare interesse, rilevano le email successive alla sentenza di fallimento» della Direkta e che «riguardano in diversi casi l’ aggiornamento e il riordino della contabilità di Direkta srl, con specifico riferimento ai clienti e ai fornitori ed altresì all’ eliminazione di fatture».

Alla dinaminca ora al vaglio partecipa anche la signora della Leopolda che, per esempio, il 23 maggio 2014 scrive: «Ok, eliminando queste fatture dobbiamo rinumerare le fatture (…), ci sono problemi a rimandargliele? Gliele rimandi tu appena le ho fatte?». Lo stesso giorno sorge un problema anche con la Eventi 6 dei Renzi. Digita la Mammoliti: «Quella allegata è la registrazione con cui sono stati chiusi gli 80.000 euro che risultavamo pagati in Chil post (ex azienda dei Renzi, ndr) senza fattura. Gli 80.000 sono invece pagamenti fatti da Eventi 6 che ovviamente non risultano nel mastrino cliente di Direkta.

Come risolviamo?? sono stati usati per chiudere una marea di roba, se li rimetto nel cliente Eventi6, cosa riapro di tutto quello che c’ è in questa registrazione 2011?» domanda perplessa Mammoliti. Conterno capisce: «Infatti questo è un problema (…) La maggior parte di quei fornitori risulta correttamente pagato, ma non sicuramente con gli 80.000. Quindi che cosa dobbiamo fare?». Nell’ annotazione vengono riportati numerosi altri scambi di mail da cui emerge lo zelo della Mammoliti e degli altri contabili nell’ opera di aggiustamento dei conti da presentare al curatore fallimentare Alberto Peluttiero.

A Cuneo gli investigatori hanno puntato l’ attenzione anche sul fenomeno del macero: quintali di volantini anziché essere distribuiti sarebbero stati spediti in altre regioni per essere distrutti in cambio di centinaia di migliaia di euro. Anche Tiziano Renzi e Laura Bovoli avrebbero partecipato al banchetto per almeno quattro volte tra il maggio 2012 e l’ agosto 2013. Alla fine, dalla loro azienda di Rignano sull’ Arno sono partite per la discarica più di 66 tonnellate di carta.

Il 28 agosto 2013 Laura Bovoli scrive a Conterno (oggi sotto inchiesta per il fallimento della Direkta): «Mi dice Tiziano che domani verrà il bilico a ritirare la carta, ti ricordo che questo è il quarto ritiro e che come sai non è stato mai riconosciuto nulla…». Erika fa il conto di due viaggi e chiede alla Bovoli una fattura per un importo di 3.420 euro. Laura invia una richiesta di pagamento con questa intestazione: «Compilazione piani di lavoro, attivazione, briefing operatori e controllo ispettivo».

Per gli investigatori il guadagno del macero sarebbe stato mascherato con un’ altra causale. Laura prova anche ad aggiungere l’ Iva, ma Erika risponde picche. L’ 11 settembre, forse infastidita dalle richieste della mamma del segretario del Pd, Conterno prova a sganciarsi: «Ah dimenticavo, per la carta… non possiamo mettervi in contatto direttamente con il trasportatore in modo da avere la fatturazione e il contatto direttamente da lui?».

Tiziano non apprezza e spedisce questa mail (inviata per conoscenza anche a Donnini e al genero Conticini): «Per la carta preferiamo non apparire riguardo al passato, per il futuro se voi non ritenete di continuare provvederemo diversamente».

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *